- Bonifica, rimozione, trasporto e smaltimento amianto in matrice friabile e matrice compatta (cemento-amianto e vinil-amianto).
- Incapsulamento amianto con membrane elastomeriche.
- Mappatura dei Materiali Contenenti Amianto (MCA) e valutazione del Rischio Amianto negli edifici civili e industriali.
- Determinazione quali-quantitativa dell’amianto in campioni in massa.
- Monitoraggi Ambientali con metodica MOCF (Microscopia Ottica a Contrasto di Fase) e SEM (Microscopia Elettronica a Scansione).
- Progettazione interventi di bonifica amianto.
- Consulenza sulla normativa bonifica amianto.
La presenza in un edificio di materiali contenenti amianto, utilizzato per diversi anni su larga scala nel campo dell’edilizia e dell’industria, impone una valutazione da parte di personale tecnico specializzato dello stato di conservazione dei manufatti e dei rischi potenziali di rilascio nell’ambiente di fibre altamente nocive per la salute delle persone.
Se il materiale contenente amianto risulta in buono stato, cioè duro e compatto quindi difficilmente danneggiabile, è necessario pianificare un programma di controllo e manutenzione da parte di personale tecnico specializzato. In caso di materiale contenente amianto danneggiato, deteriorato o friabile (cioè potenzialmente danneggiabile), bisogna richiedere l’intervento di una ditta iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali nella categoria 10A (per amianto in matrice compatta) e 10B (per amianto in matrice compatta e friabile) che proceda alla bonifica e allo smaltimento dell’amianto ai sensi del D.Lgs. 81/2008, preservando gli operatori e l’ambiente circostante a norma delle direttive 83/477/CEE e 87/217/CEE.
Cosa fare in presenza di Amianto
La bonifica e lo smaltimento dell’amianto deve essere eseguita da ditte specializzate e autorizzate, per garantire che le procedure avvengano secondo quanto stabilito dalla norma. Ogni intervento di rimozione o smaltimento dei materiali contenenti amianto deve essere preceduto dalla stesura di un Piano di lavoro da parte dell’impresa che svolge i lavori.
In base all’art. 256 c. 2 del D.lgs. 81/2008 deve essere presentato un Piano di Lavoro all’organo di vigilanza almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori senza prevedere da parte di quest’ultimo il rilascio di alcuna prescrizione e parere.
Trascorsi i 30 giorni dalla data di presentazione del Piano di Lavoro è possibile iniziare i lavori previa notifica all’ASL di competenza almeno 72 ore prima dell’inizio dei lavori.
Al termine delle operazioni di bonifica e prima di procedere a riconsegnare i locali bonificati si devono attendere le ispezioni di controllo e gli eventuali campionamenti dell’aria che la A.S.L. potrebbe decidere di effettuare.

L’amianto è considerato un rifiuto speciale pericoloso, non assimilabile ai rifiuti normali. Nel caso di interventi di sostituzione dal quale si ottengano grosse quantità di rifiuti, la ditta appaltata deve provvedere allo smaltimento del materiale di scarto (insieme alle tute e ai filtri usati) presso una discarica autorizzata.
Il Ministero della Sanità con disciplinare tecnico attuativo della legge quadro n° 257/92, ha emanato il D.M. del 6 settembre 1994 che stabilisce le normative e le metodologie tecniche per gli interventi di bonifica dei materiali contenenti amianto.
I metodi prescritti sono tre:
1) Rimozione Amianto
- Analisi di Caratterizzazione dei materiali da rimuovere.
- Redazione dei Piano di Lavoro (art. 256 comma 2, D.lgs. 9 aprile 2008, n.81) e presentazione alla ASL territorialmente competente.
- Campionamenti ambientali per il rilevamento delle fibre di amianto aerodisperse prima, durante e dopo gli interventi.
- Carico e trasporto in impianto di smaltimento dei rifiuti contenenti amianto, con automezzi adibiti al trasporto dei rifiuti speciali pericolosi.
- Rilascio della documentazione prevista dalla normativa vigente: certificati di analisi di caratterizzazione del rifiuto e campionamenti ambientali, copia del formulario di avvenuto smaltimento del rifiuto timbrato e firmato dall’impianto ricettore.
2) Confinamento Amianto
- Sovracopertura del vecchio manto con nuova copertura, eseguito con lastre isolanti in alluminio
3) Incapsulamento Amianto – Risanamento Coperture (Eternit)
- Incapsulamento di coperture in cemento amianto (Eternit) degradate.
L’incapsulamento, nei casi in cui le coperture presentino un buono stato di conservazione, rappresenta la soluzione più vantaggiosa per i seguenti motivi:
- non si producono rifiuti pericolosi non necessita di materiale sostitutivo.
- Il D.M. 06/09/94 lo definisce “tecnica di elevazione per i materiali contenenti amianto a matrice fissa” nessuna interruzione delle attività produttive consente l’intervento all’intradosso consente al manufatto potere antivegetativo – impermeabilizzante – estetico – ecologico – traspirante.
- il trattamento è altamente resistente ad agenti inquinanti ed alle radiazioni UV
- è la tecnica meno inquinante per l’ambiente, la più efficace ed economica
- Ripristino del vecchio manto con nuova copertura, eseguito con lastre metalliche isolanti.
Notizie sull’Amianto
Per amianto si intende un termine generico che racchiude un gruppo di silicati (minerali contenenti silicio) che si presentano in forma fibrosa, che sono incombustibili e che si possono separare in filamenti. Il termine asbesto equivale totalmente ad amianto e i due termini vengono usati indifferentemente. I principali minerali si possono dividere in due gruppi: Fibre Anfiboliche e Fibre Serpentine.
Le fibre anfiboliche: sono di forma lineare e penetrano più a fondo fino agli alveoli polmonari. Tra queste la crocidolite è la più corta e pertanto è ritenuta la più pericolosa (“amianto blu”);
Le fibre serpentine: crisotilo (“amianto bianco”) che rappresenta circa il 95% di tutto l’amianto estratto nel mondo. Le fibre di forma serpentina sono quelle intercettate con maggiore facilità dai bronchi e bronchioli.
L’amianto si trova in natura, unito ad altri materiali costituenti la roccia madre dalla quale le fibre devono essere asportare; viene quindi estratto in miniera, per successive frantumazioni della roccia che lo contiene. E’ stato ampiamente impiegato nell’edilizia per le sue ottime caratteristiche chimiche e meccaniche, quali la resistenza agli agenti chimici e biologici, la non infiammabilità e l’ampia flessibilità. Da molti anni questo materiale non è più utilizzato perché si è rivelato tossico. Le particelle fibrose che si liberano sono talmente sottili da rimanere in sospensione nell’aria anche a lungo; e nel momento in cui tali fibre vengono inalate, l’amianto diventa pericoloso. L’amianto non emette radiazioni ne gas tossici.

Fonti di Amianto
L’amianto ha avuto largo impiego nell’industria, nell’edilizia e nei mezzi di trasporto.
Negli edifici è servito per la realizzazione delle coperture ed è stato utilizzato sotto forma di lastre o pannelli, ovvero per le tubazioni e i serbatoi o le canne fumarie, in cui l’amianto è inglobato nel cemento in modo tale da formare il cemento-amianto, comunemente detto Eternit:
- come materiale spruzzato per il rivestimento di strutture metalliche e travature;
- negli elementi prefabbricati;
- negli intonaci;
- nei pannelli per controsoffittature;
- nei pavimenti costruiti con vinil-amianto (in cui è mescolato a resine sintetiche) e come sottofondo di questi pavimenti;
- in alcuni elettrodomestici;
- nei guanti da forno;
- nei teli da stiro;
- negli elementi frangifiamma;
- nei cartoni posti a protezione degli impianti di riscaldamento;
- all’interno degli sportelli delle caldaie;
- nelle tende oscuranti e ignifughe;
in edilizia l’uso più massiccio dell’amianto si è avuto soprattutto nel periodo 1965-1983, come cemento-amianto; poi non è stato più utilizzato nei materiali prodotti dopo il 1994.
Nell’industria, è stato usato come materia prima per molti manufatti e oggetti:
- come isolante termico;
- come materiale fonoassorbente.
Nei mezzi di trasporto è stato impiegato:
- per rivestire con materiale isolante treni, navi e autobus;
- nei freni e nelle frizioni;
- negli schermi parafiamma;
- nelle guarnizioni.
L’amianto compatto e in buone condizioni non è di per se pericoloso, lo sono invece le fibre rilasciate.
Il rilascio delle fibre d’amianto può avvenire maggiormente durante i lavori di manutenzione, di ristrutturazione o demolizione dei fabbricati contenenti amianto, quando è sicuramente maggiore la probabilità di avere polveri di questo tipo, ma anche durante lo smantellamento di vecchie tubazioni dell’impianto di riscaldamento o nella rimozione di guarnizioni di caldaie o infine per dilavamento dovuto alle piogge su coperture in fibrocemento. Le fibre possono inoltre inquinare l’acqua quando le sorgenti attraversano strati geologici con giacimenti di amianto o quando il trasporto idrico avviene in tubature costruite in cemento e amianto.

Rischi sanitari
I danni alla salute dovuti alla presenza di amianto nelle costruzioni sono ormai ampiamente dimostrati. La sua struttura fisica, caratterizzata dalla capacità di suddividersi in fibre sempre più fini, fa sì che ogni manipolazione del minerale produca la dispersione nell’ambiente di queste fibre. E’ particolarmente dannoso respirare polveri contenenti percentuali di amianto; infatti essi hanno un effetto nocivo sui polmoni causando alcune patologie come pneumoconiasi, cancro del polmone e mesotelioma. Secondo la classificazione dell’IARC, l’amianto è considerato come una sostanza cancerogena.
Come si riconosce la presenza in casa dell’Amianto
E’ importante controllare lo stato di conservazione di tutte le strutture contenenti amianto ed evitare interventi che possano danneggiarlo. Va precisato che dal 1983, secondo una direttiva CEE, anche in Italia è vietato l’impiego di amianto in edilizia.

Un buon metodo per sapere se la nostra casa contiene amianto sarebbe quello di consultare i piani di progettazione e di costruzione con i relativi capitolati d’opera, se esistono. Ulteriori dettagli circa l’eventuale utilizzo di amianto per la realizzazione della propria abitazione si possono richiedere presso la ASL di competenza.
Una valutazione dell’effettiva presenza di fibre di amianto nell’ambiente è possibile solo mediante un metodo che permetta il riconoscimento della tipologia minerale delle fibre, cioè la tecnica della dispersione cromatica o microscopica elettronica analitica. Fonte: APAT (Agenzia per la protezione dell’Ambiente e per i Servizi Tecnici).


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