Piano Nazionale Amianto

Piano Nazionale Amianto

Il “Piano Nazionale Amianto – Linee di intervento per un’azione coordinata delle amministrazioni statali e territoriali” è stato approvato dal Governo il 21 marzo 2013.

Il documento cita la necessità dell’approfondimento di alcuni aspetti sanitari e  la valutazione del rischio amianto come:

  • la possibile riduzione del rischio di malattia correlata al tempo dopo l’interruzione dell’esposizione all’amianto (dopo la fine dell’attività lavorativa);
  • il rischio correlato all’esposizione alle fibre di amianto dopo la cessazione dell’uso dell’amianto;
  • il potere cancerogeno delle fibre dei diversi tipi di amianto;
  • la sorveglianza sanitaria e epidemiologica;
  • le campagne di informazione e di prevenzione verso le popolazioni in condizioni di rischio potenziale.

Per  la valutazione del rischio amianto e la sorveglianza sanitaria il documento prevede:

  • la creazione di una banca dati relativa alle misurazioni delle esposizioni di amianto anche in relazione a manutenzioni, bonifica di amianto in siti contaminati, esposizione in siti critici e per affioramenti naturali;
  • valutazione del rischio per i lavoratori addetti alla rimozione e bonifica amianto tramite monitoraggi ambientali a campione nei cantieri di amianto con particolare attenzione alla rimozione dell’amianto friabile;
  • aggiornamento dei protocolli di sorveglianza sanitaria e formazione costante per i medici competenti (d.lgs 81/2008) sul rischio amianto.

Dal punto di vista ambientale la presenza di amianto sul territorio viene ancora quantificata in milioni di tonnellate tra amianto in matrice compatta (eternit) e amianto in matrice friabile in siti industriali, civili, residenziali, pubblici, privati, siti contaminati e in particolare:

  • siti estrattivi dell’amianto;
  • siti industriali dismessi per la produzione dell’amianto e di materiali contenenti amianto;
  • siti industriali che hanno utilizzato l’amianto come materia prima per la produzione e che quindi possono averlo ancora stoccato;
  • edifici residenziali contenenti eternit (coperture, canne fumarie, serbatoi idrici, pavimenti in vinil amianto, ecc.) o amianto friabile utilizzato principalmente come isolante termico e coibentante;
  • discariche abusive e terreni contaminati da sversamenti.

Le azioni che il Ministero dell’Ambiente intende mettere in atto saranno:

  • il completamento della mappatura e del risk assessment amianto del territorio italiano;
  • l’identificazione delle zone con maggior rischio ambientale;
  • incentivazione della mappatura con tecniche di telerilevamento satellitare e aereo con incrocio di dati reperiti direttamente a terra e georeferenziati per individuare i proprietari degli edifici con coperture in eternit;
  • completare in un arco di tre/cinque anni la bonifica degli edifici scolastici;
  • incentivare la rimozione delle coperture in eternit e la sostituzione con pannelli fotovoltaici;
  • incentivare la micro raccolta dell’eternit, semplificando le procedure di trasporto e smaltimento dell’eternit per i cittadini;
  • individuazione di nuovi siti di smaltimento per rifiuti pericolosi dato il numero nazionale insufficiente che comporta il conferimento dell’amianto all’estero e con costi alti.

 

Consulta il documento: Piano Nazionale Amianto 2013