La normativa in materia di bonifica di siti inquinati, introdotta con l’art.17 del D.Lgs. 22 5 febbraio 1997 (Decreto Ronchi), successivamente completata edattuata dal DM 25 ottobre 1999, n° 471, è stata recentemente modificata dal D.Lgs. 152/2006, che ha abrogato l’art. 17 del “Ronchi”. Il DM 471/99 rimane in vigore in quanto non superato dalle nuove disposizioni.

Con il DM 471/99 sono stati definiti:

  1. i limiti di accettabilità della contaminazione dei suoli e delle acque sotterranee in relazione alla destinazione d’uso dei suoli (verde pubblico/uso industriale);
  2. le procedure di riferimento per il prelievo e l’analisi dei campioni;
  3. i criteri generali per la messa in sicurezza, bonifica ed il ripristino ambientale dei siti inquinati, nonché per la redazione dei relativi progetti.

Con il D.Lgs. 152/2006 sono state introdotte alcune importanti novità in termini di valori limite di riferimento e di procedure operative:

  1. CSC – Concentrazione soglia di contaminazione: i livelli di contaminazione delle matrici ambientali che costituiscono valori al di sopra dei quali è necessaria la caratterizzazione del sito e l’analisi di rischio sito specifica. Le CSC sono riportate all’allegato 5 e corrispondono a quelle dell’ allegato 1 al DM 471/00 con qualche modifica.
  2. CSR – Concentrazione soglia di rischio: i livelli di contaminazioni delle matrici ambientali da determinare caso per caso con l’applicazione della procedura di analisi di rischio sito specifica il cui superamento richiede la messa in sicurezza e la bonifica. I livelli di concentrazione così definiti costituiscono quelli di accettabilità del sito.

Normativa Bonifica Siti Inquinati

 

2014

  • Decreto del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare 3 febbraio 2014. Modifica al decreto 25 febbraio 2011, recante definizione delle procedure per il riconoscimento di idoneità dei prodotti assorbenti e disperdenti da impiegare in mare per la bonifica dalla contaminazione da idrocarburi petroliferi.

2013

  • Decreto Ministero Ambiente 11 gennaio 2013. Elenco dei siti che non sono più ricompresi tra i siti di bonifica di interesse nazionale – Attuazione articolo 36-bis del Dl 83/2012.
  • Deliberazione Albo nazionale gestori rifiuti 30 gennaio 2013, n. 1. Requisiti per l’iscrizione all’Albo nella categoria 9 – Bonifica dei siti – Modifiche e integrazioni alla deliberazione 5/2001.
  • Delibera Consiglio dei Ministri 11 marzo 2013. La nave “Costa Concordia” è un rifiuto. Autorizzazione del Commissario delegato per l’emergenza ambientale conseguente al naufragio a provvedere al trasporto a Piombino per lo smantellamento.
  • Decreto Ministero dello Sviluppo Economico 19 aprile 2013 . Contributi per i costi ambientali di ripristino dei luoghi a valere sul Fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione dei carburanti e suo rifinanziamento.
  • Direttiva 12 giugno 2013, n. 2013/30/Ue. Direttiva sulla sicurezza delle operazioni in mare nel settore degli idrocarburi e che modifica la direttiva 2004/35/Ce.

2012

  • Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue 2012/18/Ue. Controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose – Cd. “Seveso ter” – Abrogazione della direttiva 96/82/Ce.

2011

  • Decreto direttoriale Ministero Ambiente 25 febbraio 2011. Prodotti assorbenti e disperdenti da impiegare in mare per la bonifica idrocarburi petroliferi – Procedure per il riconoscimento di idoneità.

2010

  • Decreto Ministero Ambiente 4 agosto 2010. Operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale – Modifica del Decreto Ministero Ambiente 7 novembre 2008.
  • Dpcm 4 novembre 2010. Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti da idrocarburi e di altre sostanze nocive causati da incidenti marini.

2009

  • Decreto direttoriale Ministero Ambiente 31 marzo 2009. Bonifica acque da idrocarburi – Impiegabilità prodotti assorbenti di origine naturale o sintetica.
  • Decreto direttoriale Ministero Ambiente 20 aprile 2009. Riconoscimento di idoneità all’uso in mare del prodotto disperdente denominato F-500.
  • Decreto direttoriale Ministero dell’Ambiente 21 aprile 2009. Riconoscimento di idoneità all’uso in mare del prodotto assorbente denominato “Cell.U.Sorb”.
  • Decreto Ministero Difesa 22 ottobre 2009. Gestione dei materiali e dei rifiuti e la bonifica dei siti e delle infrastrutture direttamente destinati alla difesa militare e alla sicurezza nazionale.
  • Decreto direttoriale Ministero Ambiente 30 ottobre 2009. Prodotti disperdenti ed assorbenti da impiegare in mare per la bonifica dalla contaminazione da idrocarburi petroliferi – Estensione periodo di validità dell’omologazione dei prodotti assorbenti E100, E200, E50, E22, E344, E344/s, E150, E348p.

2008

  • Decreto Ministero Ambiente 7 novembre 2008. Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di bonifica di interesse nazionale – Articolo 1, comma 996, legge 27 dicembre 2006, n. 296.

2007

  • Dpcm 16 febbraio 2007. Linee guida per l’informazione alla popolazione sul rischio industriale.

2006

2005

2003

  • Direttiva Parlamento europeo e Consiglio Ue n. 2003/105/Ce. Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti – Modifica della direttiva 96/82/Ce, cd. “Seveso bis”.

2001

  • Decreto Ministeriale del 9 maggio 2001. Requisiti minimi di sicurezza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale per le zone interessate da stabilimenti a rischio di incidente rilevante.
  • Decreto 18 settembre 2001, n.468. Regolamento recante: “Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale”. (Supplemento ordinario n. 10 alla Gazzetta Ufficiale 16 gennaio 2002 n. 13).

1999

  • Decreto Ministeriale 25 ottobre 1999, n.471. Regolamento recante criteri, procedure e modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni.

 

 

Iscrizione Categoria 9 Classe D (bonifica di siti)

 

Sintesi della legislazione europea sulla protezione del suolo

 

  • Strategia tematica per la protezione del suolo. (protezione del suolo contro l’erosione e l’inquinamento).
  • Strategia tematica per l’ambiente urbano. (scambio di esperienze e la diffusione delle informazioni ai livelli più appropriati al fine di garantire un’attuazione efficace della normativa e di favorire le migliori pratiche all’interno delle autorità locali).
  • Emissioni industriali. Vengono definiti gli obblighi che le attività industriali con un elevato potenziale di inquinamento sono tenute a rispettare. L’UE stabilisce una procedura di autorizzazione e fissa i requisiti soprattutto per quanto concerne gli scarichi. L’obiettivo è evitare o ridurre al minimo le emissioni inquinanti nell’atmosfera, nelle acque e nel suolo, nonché i rifiuti provenienti da impianti industriali e agricoli al fine di raggiungere un elevato livello di protezione dell’ambiente e della salute. Direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali (prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento).
  • Prevenzione e riduzione integrate dell’inquinamento (entro il 2013). Vengono definiti gli obblighi che le attività industriali e agricole ad elevato potenziale inquinante devono rispettare. Per queste attività viene istituita una procedura di autorizzazione e vengono fissate prescrizioni minime che devono figurare in ogni autorizzazione, in particolare per quanto riguarda le emissioni delle sostanze inquinanti. Si tratta di evitare o ridurre al minimo il rilascio di emissioni inquinanti nell’atmosfera, nelle acque e nel suolo, oltre ai rifiuti degli impianti industriali e delle imprese agricole per raggiungere un livello elevato di tutela dell’ambiente. Direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento.
  • Convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP). La convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti (POP) fornisce il quadro, basato sul principio di precauzione, atto a garantire l’eliminazione, in condizioni di sicurezza, e la diminuzione della produzione e dell’uso di tali sostanze, nocive per la salute umana e per l’ambiente. La convenzione, attualmente incentrata su dodici POP prioritari, intende estendersi, in futuro, anche ad altre sostanze. Decisione 2006/507/CE del Consiglio, del 14 ottobre 2004, relativa alla conclusione, a nome della Comunità europea, della convenzione di Stoccolma sugli inquinanti organici persistenti.
  • Esportazione e stoccaggio del mercurio. L’Unione europea (UE) vieta qualsiasi esportazione del mercurio metallico e di alcuni composti e miscele di mercurio a partire dal 15 marzo 2011. Una volta entrato in vigore questo divieto, gli Stati membri dovranno garantire uno stoccaggio in sicurezza di questo metallo, utilizzato o prodotto nell’ambito di alcune attività industriali. Regolamento (CE) n. 1102/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativo al divieto di esportazione e allo stoccaggio in sicurezza del mercurio metallico.
  • Stoccaggio geologico del biossido di carbonio.  L’Unione europea (UE) istituisce un quadro giuridico per lo stoccaggio geologico ambientalmente sicuro del biossido di carbonio (CO2). Questo nuovo quadro mira a prevenire e, qualora ciò non sia possibile, eliminare il più possibile gli effetti negativi delle emissioni di CO2 e qualsiasi rischio per l’ambiente e la salute umana. Direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio e recante modifica della direttiva 85/337/CEE del Consiglio, delle direttive del Parlamento europeo e del Consiglio 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE, 2008/1/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006 del Parlamento europeo e del Consiglio.
  • Discariche di rifiuti. L’Unione europea prevede severe prescrizioni tecniche per le discariche, al fine di prevenire e ridurre, per quanto possibile, le ripercussioni negative sull’ambiente, in particolare sulle acque superficiali e freatiche, sul suolo, sull’atmosfera e sulla salute umana. Direttiva 1999/31/CE del Consiglio, del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti.