Definizioni Rifiuti Pericolosi e Non Pericolosi

Definizioni sulla gestione dei Rifiuti Pericolosi e Non Pericolosi

Rifiuto: (Dlgs 152/2006, Articolo 183, comma 1 lettera a): “qualsiasi sostanza od oggetto che rientra nelle categorie riportate nell’Allegato A alla Parte IV del presente decreto e di cui il detentore si disfi, abbia deciso o abbia l’obbligo di disfarsi”.

ADR (Accord europeen relatif au transport international des marchandises dangereuses par route): “Accordo europeo relativo ai trasporti internazionali di merci pericolose su strada”.
Tale accordo vale anche su Territorio Nazionale. Il trasporto su strada delle merci e sostanze pericolose è regolamentata dall’ADR.

Caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto: caratteristiche chimico-fisiche del rifiuto e specifiche caratteristiche (per es. aspetto esteriore), in modo che il rifiuto possa essere identificato con la massima accuratezza qualora la descrizione del CER non fosse esaustiva (soprattutto per i codici generici che terminano con le cifre 99 (Rifiuti non specificati altrimenti);

Caratteristiche di pericolo: nel caso di rifiuti pericolosi, le caratteristiche di pericolo sono codificate e individuate sulla base del Regolamento UE n. 1357/2014:

  • HP1 Esplosivo
  • HP2 Comburente
  • HP3 Infiammabile
  • HP4 Irritante – Irritazione cutanea e lesioni oculari
  • HP5 Tossicità specifica per organi bersaglio (STOT)/Tossicità in caso di aspirazione
  • HP6 Tossicità acuta
  • HP7 Cancerogeno
  • HP8 Corrosivo
  • HP9 Infettivo
  • HP10 Tossico per la riproduzione
  • HP11 Mutageno
  • HP12 Liberazione di gas a tossicità acuta
  • HP13 Sensibilizzante
  • HP14 Ecotossico
  • HP15 Rifiuto che non possiede direttamente una delle caratteristiche di pericolo summenzionate ma può manifestarla successivamente

Codice CER: codice a sei cifre identificativo della tipologia di rifiuto, così come indicato dal Catalogo Europeo dei Rifiuti

Collo: imballaggio etichettato del rifiuto pericoloso con trasporto soggetto all’ADR.

Descrizione del Rifiuto: ulteriori indicazioni sulle caratteristiche del rifiuto (es. sostanza organica – inorganica, contenente specifiche sostanze, aspetto esteriore del rifiuto etc.) tale da consentire di identificare il rifiuto con il massimo grado di accuratezza.

Detentore: il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che li detiene.

Deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui sono prodotti alle condizioni riportate ai punti 1-5 della lettera bb) del comma 1 dell’ Art.10 del decreto legislativo 3 dicembre 2010, n. 205 (-Modifiche all’articolo 183 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152). Le norme generali per una corretta gestione del deposito temporaneo sono:

  • Idonea ubicazione: “interno” (se è un locale dell’edificio principale dovrebbe avere un accesso diretto   verso l’esterno), “esterno” (compreso nella stessa area dell’edificio principale), non troppo distante dall’edificio principale, deve permettere il carico e scarico dei contenitori, deve essere facilmente raggiungibile da carrelli o transpallet, situato in un luogo sufficiente riparato e poco soleggiato, distante da zone di passaggio molto frequentate e deve garantire un facile accesso ai mezzi pesanti.
  • Adeguata protezione dagli agenti atmosferici
  • Adeguata segnalazione esterna di sicurezza
  • Area delimitata con recinto e serratura. Accesso consentito solo a personale autorizzato
  • Assenza di gradini
  • Impermeabilizzazione del pavimento
  • Assenza di fonti di calore, quadri elettrici e apparecchiature in tensione
  • Sufficiente aerazione dei locali

Dispositivo USB: dispositivo elettronico per l’accesso in sicurezza dalla propria postazione al sistema SISTRI (Sistema di Controllo della Tracciabilità dei Rifiuti)  che  consente  la  trasmissione  dei  dati  di carico e di scarico  dei  rifiuti,  la  firma elettronica delle informazioni fornite e la memorizzazione sul dispositivo.

Etichettatura  ADR:  l’etichetta  o  l’insieme  delle  etichette  sull’imballaggio  di  rifiuti  soggetti all’ADR e quindi classificati secondo la normativa ADR.

Formulario  di  Identificazione  dei  Rifiuti  (FIR):  documento  formale,  numerato,  vidimato  e redatto in quattro copie, che accompagna il trasporto di rifiuti effettuato da enti o imprese e garantisce la tracciabilità del flusso dei rifiuti nelle varie fasi del trasporto, dal produttore/detentore al sito di destinazione.
Contiene tutti i dati necessari all’identificazione dei soggetti coinvolti nel trasporto, dei veicoli e della natura e quantità dei rifiuti.
Devono risultare:

  1. Il produttore (dati identificativi)
  2. Il destinatario (dati identificativi)
  3. Il trasportatore (dati identificativi)
  4. Le caratteristiche del rifiuto

Deve essere redatto in 4 copie, la prima copia rimane al produttore; le altre tre, datate e controfirmate dal destinatario, sono acquisite una dal destinatario e due dal trasportatore. Delle ultime due copie una rimane al trasportatore e l’altra, la cosiddetta quarta copia, deve essere recapitata al produttore entro 90 giorni dalla data di conferimento dei rifiuti al trasportatore, oltre questo termine si dovrà dare comunicazione della mancata ricezione alla Provincia, questo termine è elevato a sei mesi per spedizioni transfrontaliere e la comunicazione deve essere effettuata alla Regione.

Gestione: attività che comprendono la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compreso il controllo di queste operazioni.

 

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Imballaggio o confezione: il contenitore o il recipiente di certo tipo e determinato materiale nel quale il rifiuto viene contenuto o raccolto, ed il relativo sistema di chiusura.

Imballaggio combinato: combinazione di imballaggi per il trasporto soggetto all’ADR, costituita da uno o più imballaggi interni sistemati in un imballaggio esterno.

MUD: Modello Unico di Dichiarazione vengono indicate le quantità e le caratteristiche qualitative dei rifiuti prodotti e/o gestiti nel corso dell’anno solare precedente, con riferimento alle annotazioni nel registro di carico e  scarico. Viene inoltrato alla Camera di Commercio e/o SISTRI.

Numero ONU o “UN”: il numero d’identificazione a quattro cifre del rifiuto il cui trasporto è soggetto all’ADR.

Produttore/ Detentore del Rifiuto: la persona (fisica o giuridica) la cui attività ha prodotto rifiuti, il produttore di rifiuti o la persona fisica o giuridica che li detiene.

Raccolta Differenziata: la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo e alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico.

Registro di carico e scarico: registro su cui vanno annotati tutti i carichi e gli scarichi di rifiuti con specifiche modalità. Nei registri si annotano con varie periodicità i dati relativi alle quantità di rifiuti prodotti, trasportati, smaltiti.
Sono obbligati tutti coloro che producono (produttori) rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi o nell’ambito di lavorazioni artigianali, industriali o di gestione dei rifiuti (trasportatore, destinatario).
La periodicità varia a seconda della posizione che l’azienda ha nella filiera (produttori, trasportatori, intermediari o smaltitori/recuperatori).
Il produttore deve compilarlo entro una settimana dalla produzione del rifiuto o la consegna al trasportatore e conservato presso la sede di produzione (unità locale). Una volta compilate le 300 operazioni deve essere conservato per 5 anni.
In regime SISTRI, tale documento è sostituito dal registro cronologico e le schede di movimentazione (SISTRI) che sono resi disponibili all’autorità di controllo in qualsiasi momento ne faccia richiesta e sono conservate in formato elettronico da parte del soggetto obbligato per almeno tre anni dalla rispettiva data di registrazione o di movimentazione dei rifiuti.

SISTRI sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti. Il sistema cartaceo è sostituito da sistema informatico di controllo e tracciabilità (SISTRI) di tutta la filiera dei rifiuti. In  regime  SISTRI,  il  sistema  cartaceo  è  sostituito dal  registro  cronologico e  dalle  schede  di movimentazione del SISTRI che sono resi disponibili all’autorità di controllo in qualsiasi momento ne faccia richiesta e sono conservate in formato elettronico da parte del soggetto obbligato per almeno tre anni dalla rispettiva data di registrazione o di movimentazione dei rifiuti.

Stato fisico del rifiuto:stato fisico del rifiuto codificato ed individuato secondo il D.lgs 152/2006 e smi:

  1. Solido pulverulento
  2. Solido non pulverulento
  3. Fangoso palabile
  4. Liquido.

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