Installazione

Installazione Impianti Solari Fotovoltiaici

  • Come installare impianti solari fotovoltaici
  • Configurazione impianti solari fotovoltaici
  • Montaggio impianti solari fotovoltaici
  • Istruzioni impianti solari fotovoltaici

 

Dove installare un impianto fotovoltaico?

I moduli fotovoltaici possono essere installati su un tetto, pareti verticali o a terra, purché sussistano alcuni requisiti che sono necessari alla corretta esposizione dei pannelli al sole; in particolare:

  • Corretta inclinazione dei pannelli (30°-35°)
  • Disponibilità di spazio sufficiente (circa 8 mq per poter produrre 1 kWh di potenza)
  • Possibilità di esporre i pannelli verso sud, sud-est o sud-ovest
  • Assenza di ostacoli che mettano parte o tutti i pannelli in ombra

La non osservanza di questi requisiti comporta una diminuzione della producibilità massima ottenibile della corretta installazione dell’impianto fotovoltaico. I pannelli possono essere integrati sul tetto o con la struttura portante poggiata sul tetto medesimo o, ancora, messi in posa su di un terreno.

Se desideri informazioni sulla installazione degli impianti fotovoltaici compila il form qui sotto, puoi allegare anche una foto o un altro tipo di documento che ci permetterà di valutare meglio le tue esigenze.

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Quanto produce un impianto fotovoltaico?

La capacità produttiva dei moduli fotovoltaici varia in base alla zona d’Italia dove sono posizionati; inoltre la potenza, che si esprime in Kilo Watt di Picco (kWp) dipende da una serie di altri fattori tra cui:

  • Durata della radiazione solare nel luogo specifico
  • Condizioni operative dei moduli
  • Variazioni climatiche durante l’anno
  • Dimensione dell’impianto stesso (mq di pannelli installati)

Quanto dura un impianto fotovoltaico?

La vita utile di un impianto fotovoltaico è attestata intorno ai 25 anni per i pannelli. I moduli hanno un’ulteriore garanzia aggiuntiva sulla potenza prodotta: si garantisce una produzione non inferiore all’90% del nominale in 12 anni e dell’80% in 25 anni. Gli inverter hanno una durata inferiore, ma sono elementi dal costo abbastanza contenuto e facilmente sostituibili, oltretutto coperti da garanzie estensibili anche a 12 anni dalla data di acquisto.

Autorizzazioni necessarie

L’installazione di un impianto fotovoltaico non richiede autorizzazioni particolari, a meno che il sito o l’immobile presso il quale si vuole installare l’impianto non sia sottoposto a vincoli di carattere ambientale, architettonico-paesaggistico o storico. Se si vuole, invece, installare l’impianto in un condominio è necessaria l’autorizzazione dell’assemblea condominiale.

La procedura burocratica consiste semplicemente nella compilazione e presentazione della Dichiarazione di Inizio Attività (D.I.A.), che va presentata al comune. E’ consigliabile, comunque, informarsi preventivamente presso gli uffici comunali.

Differenza tra scambio sul posto o cessione in rete

Con riferimento alla potenza installata si ha la possibilità, per gli impianti di potenza nominale non superiore a 200 kWp, di scegliere lo “scambio sul posto” o la “cessione in rete”, mentre con gli impianti con potenza nominale superiore a 200 kWp è possibile solo la “cessione in rete”.

Scambio sul posto

La cessione dell’energia in modalità “scambio sul posto” è consigliata ai proprietari di impianti fotovoltaici dimensionati in base ai propri consumi, siano essi derivanti dall’abitazione o dall’azienda.

E’ molto più vantaggioso, anche se si deve utilizzare tutta l’energia prodotta dall’impianto per aumentare il guadagno del meccanismo incentivante proveniente dal risparmio derivante dai costi di bolletta elettrica. Riassumendo, le componenti di ricavo per un impianto connesso secondo la modalità “Scambio sul posto” sono:

  • incentivi, calcolati sull’intera produzione fotovoltaica;
  • risparmio sulla bolletta per la quota di energia prodotta e autoconsumata.

Cessione in rete

La cessione dell’energia in modalità “Vendita” è consigliata ai proprietari di impianti fotovoltaici non dimensionati in base ai propri consumi, ma maggiorati per almeno il 40% in più del proprio consumo. L’energia prodotta e consumata contestualmente alla produzione è gratuita e quindi, dobbiamo sommare al guadagno proveniente dall’incentivo il risparmio totale conseguente dal non pagare più la bolletta elettrica.

  • L’energia prodotta in eccesso al consumo viene venduta al gestore di rete (prezzo minimo garantito), secondo delibera dell’AEEG n. 34/05.

Riassumendo, le componenti di ricavo per un impianto connesso secondo la modalità “cessione in rete” sono:

  • incentivi, calcolati sull’intera produzione fotovoltaica;
  • risparmio sulla bolletta per la quota di energia prodotta e autoconsumata;
  • ricavi derivati dalla vendita dell’energia elettrica prodotta e non consumata.

Aspetti Fiscali

Il 19 luglio 2007 l’Agenzia delle Entrate ha emanato una circolare N. 46/E nella quale ha riportato la disciplina fiscale degli incentivi per gli impianti fotovoltaici.

Siamo ancora in attesa di maggiori chiarimenti ma allo stato attuale possiamo dire che l’acquisto dell’impianto sconta un Iva agevolata del 10 % e il suo ammortamento è fatto in base ad una aliquota pari al 9%. Per quanto attiene la Tariffa Incentivante e la vendita dell’energia dobbiamo distinguere tra un impianto per l’utilizzo personale o impianto per la commercializzazione dell’energia.

Nel primo caso avremo l’esclusione dal campo iva e imposte dirette sia sulla tariffa incentivante che sulla vendita dell’energia. Nel secondo caso a livello Iva la tariffa incentivante è esclusa , mentre sconta l’Iva la vendita dell’energia; a livello imposte dirette l’utile dell’investimento ( Costi – Ricavi ) sconta sia l’imposta diretta che l’Irap C’è da tener presente che la tariffa incentivante è assoggettata ad una ritenuta alla fonte del 4%.

Come funziona un Impianto Fotovoltaico

Un impianto fotovoltaico è costituito da 5 elementi:

  • pannelli fotovoltaici
  • strutture di sostegno dei pannelli
  • inverter
  • misuratori di energia
  • quadri elettrici e cavetteria di collegamento

I pannelli fotovoltaici sono delle strutture contenenti le celle fotovolaiche di silicio (vedi descrizioni dettagliate nel prossimo paragrafo).

Le strutture di sostegno dei pannelli servono a posizionare e mantenere i moduli nella giusta inclinazione (in italia è di circa 30 gradi), ciò al fine di massimizzare le proprietà, che hanno le celle, di catturare e trasformare dell’energia solare. Le strutture sono costituite da alluminio o acciaio zincato e vengono ancorate al tetto o al suolo mediante viti o altri elementi di ancoraggio.

Alcuni impianti utilizzano delle strutture di sostegno che durante l’arco della giornata cambiano inclinazione e l’orientamento dei moduli. Questa funzione permette all’impianto di seguire il sole e conseguentemente di aumentare la producibilità elettrica. Questo tipo di strutture, il cui movimento prende spunto da quello dei girasoli, vengono chiamate “inseguitori” o “tracker”. Gli inverter hanno il compito di convertire l’energia prodotta dai moduli, da corrente continua in corrente alternata.

I misuratori di energia sono strumenti che hanno lo scopo di conteggiare l’energia elettrica consumata e quella immessa nella rete del gestore GRTN. L’insieme dei cavi, quadri elettrici, interruttori e altri dispositivi completano l’attrezzatura necessaria al completamento dell’impianto fotovoltaico.

Di seguito vengono illustrati “esempi di calcolo di profittabilità” nel caso di investimento in un impianto fotovoltaico. Si noti che non ha importanza quando l’energia viene prodotta: l’ allacciamento alla rete Enel, o al distributore locale, permane operativo e l’impianto fotovoltaico scambia energia con la rete.

Un contatore fornirà i dati relativi all’energia prodotta, consumata e ceduta. E’ importante anche sottolineare che non è necessario coprire completamente il proprio fabbisogno d’energia: è sufficiente ridurre l’energia prodotta per ottenere una diversa fascia tariffaria e, quindi, pagare proporzionalmente molto meno.

I calcoli seguenti suppongono, a titolo conservativo, che il costo in bolletta rimanga costante negli anni mentre invece l’esperienza insegna che si subiscono annualmente dei ricavi (è stato mediamente dell’8% per anno, negli ultimi anni), assumendo i quali, il fotovoltaico risulterebbe ancora più vantaggioso.

Per le esigenze di una famiglia “media” (4 persone) , si può ipotizzare di realizzare un impianto fotovoltaico da 3 kWp parzialmente integrato su una falda di tetto esposta a sud ed esente da ombreggiamenti. Tale impianto occupa uno spazio di circa 24 metri quadrati. Se ipotizziamo che tale impianto sia installato a Roma , la produzione è di circa 4.200 kWh/anno (Fonte Regione Lazio). L’incentivo concesso annualmente è di 4.200 kWh/anno x 0,44 euro/kWh = 1.848 euro. Ipotizziamo che tale impianto aderisca al regime di scambio sul posto, pertanto per la parte di energia elettrica autoconsumata e cioè non prelevata dalla rete ma prodotta con l’impianto fotovoltaico si avrà un ulteriore risparmio. Considerando l’autoconsumo dei 4.200 kWh prodotti, questi moltiplicati per 0,2 euro, che rappresenta il costo medio dell’elettricità per le famiglie, si avranno ulteriori benefici per 840 euro.

Il totale, tra incentivo annuo e risparmio annuo, sarà quindi 1.848 euro + 840 euro = 2.688 euro. Il prezzo chiavi in mano per un impianto fotovoltaico standard da 3 kWp è circa 21.000 euro.

Ricapitolando:

con un costo di 21.000 euro si avranno annualmente circa 2.688 euro, per un totale in 20 anni di 53.400 euro.