A oltre trent’anni dal divieto dell’amianto in Italia, il problema non è ancora risolto. Ancora troppi edifici pubblici continuano a contenere materiali con fibre di asbesto esponendo i cittadini a malattie quali mesotelioma, asbestosi e tumore al polmone, che possono manifestarsi anche dopo anni. Scuole, uffici pubblici, caserme e strutture varie costruite tra gli anni ‘60 e ‘80 sono ad oggi una sfida in materia di salute e sicurezza.
Nonostante il quadro normativo sia stato rafforzato progressivamente, le operazioni di bonifica non procedono alla velocità sperata.
Dove l’amianto è ancora presente
In Italia gli edifici maggiormente interessati dalle attività di bonifica sono soprattutto le scuole: oltre duemila edifici sul territorio sono ancora documentati con presenza di amianto e tra le città maggiormente interessate c’è Roma Capitale. Gli interventi sono stati effettuati spesso in modo parziale, in occasione di manutenzioni o adeguamenti, anziché prediligere programmi di bonifica totale.
Grazie a finanziamenti dedicati la città di Roma è tuttavia riuscita a effettuare più di cinquanta bonifiche degli edifici interessati. A rallentare gli interventi di bonifica non è solo un fattore finanziario, ma soprattutto la problematica legata all’assenza di una mappatura completa del patrimonio edilizio contaminato.

Riqualificazione del patrimonio edilizio: la “Renovation Wave”
La strategia Renovation Wave si inserisce in un contesto energetico, ambientale e di rigenerazione urbana e individua nella riqualificazione profonda del patrimonio edilizio esistente uno degli assi portanti per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale dell’Unione europea.
L’iniziativa nasce dalla consapevolezza che gran parte degli edifici europei è stata costruita prima dell’introduzione di moderni standard di efficienza energetica e che il ritmo delle ristrutturazioni risulta ancora insufficiente rispetto agli obiettivi climatici europei. Per questo motivo la Commissione europea si è posta l’obiettivo di raddoppiare il tasso annuo di riqualificazione degli edifici entro il 2030, promuovendo interventi di ristrutturazione profonda in grado di ridurre significativamente i consumi energetici e le emissioni di gas serra. La strategia europea non si limita dunque al risparmio energetico ma è un’opportunità di miglioramento per la salute, la sicurezza e qualità degli ambienti.
Le linee di indirizzo della Renovation Wave si fondano su alcuni principi quali:
- L’aumento dei tassi di ristrutturazione
- Il miglioramento delle prestazioni energetiche
- L’integrazione delle politiche ambientali, sanitarie e sociali
- La valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico e privato
La Renovation Wave prevede che l’amianto non può essere gestito come una variabile accessoria, ma deve essere considerato parte integrante della qualità complessiva degli interventi di rigenerazione edilizia.
Il collegamento con la Direttiva (UE) 2023/2668
Alla strategia europea della Renovation Wave si lega la direttiva UE 2023/2668.
Questa direttiva rafforza la tutela dei lavori che sono esposti ai Materiali Contenenti Amianto (MCA). La direttiva modifica l’organizzazione degli interventi di bonifica, prendendo avvio la logica della prevenzione anticipata e sistemica. E’ necessario infatti individuare i MCA prima dell’avvio dei lavori e, quando mancano informazioni affidabili sull’edificio, il datore di lavoro ha la responsabilità di individuare e valutare il rischio.
Si attribuisce la priorità alla rimozione dell’amianto, si rafforza il monitoraggio e si riconosce in modo implicito la necessità di figure professionali esperte incaricate di individuare, valutare e gestire il rischio amianto.
Questa direttiva è stata recepita dall’Italia con il Decreto Legislativo n.213 del 31 dicembre 2025 che interviene di conseguenza anche sul D.Lgs. 81/2008.
La bonifica come investimento per il futuro
La presenza di amianto negli edifici pubblici rappresenta una delle sfide principali e più importanti della riqualificazione del patrimonio edilizio. La transizione energetica promossa dall’Unione europea offre un’occasione unica per affrontare l’efficientamento energetico e la sicurezza sanitaria. Sono dunque di fondamentale importanza la mappatura degli edifici, gli investimenti per le bonifiche e il rafforzamento delle competenze tecniche per gestire il rischio amianto.
Integrare la prevenzione, la riqualificazione e la tutela della salute pubblica vorrà dire trasformare la Renovation Wave in un’occasione di rigenerazione del patrimonio edilizio italiano.
FAQ
1. Che cos’è la strategia “Renovation Wave”?
La strategia Renovation Wave si inserisce in un contesto energetico, ambientale e di rigenerazione urbana e individua nella riqualificazione profonda del patrimonio edilizio esistente, uno degli assi portanti per il raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione, di efficienza energetica e di sostenibilità ambientale dell’Unione europea.
2. Dove è possibile trovare l’amianto?
L’amianto è ancora presente in molti edifici costruiti prima del divieto del 1992. Si può trovare nelle coperture in cemento-amianto, nelle coibentazioni di tubazioni e impianti, nei controsoffitti, nelle pavimentazioni viniliche e in altri materiali edilizi soprattutto tra gli anni ‘60 e ‘80.
3. Cosa prevede la Direttiva UE 2023/2668?
La direttiva rafforza la protezione dei lavoratori esposti all’amianto durante le attività edilizie. Introduce l’obbligo di verificare preventivamente la presenza di materiali contenenti amianto prima dell’avvio dei lavori e in assenza di informazioni imporre il ricorso a figure qualificate.
4. Cosa cambia in Italia con il Decreto Legislativo n.213/2025?
Il decreto recepisce la direttiva europea 2023/2668 e modifica il D. Lgs. 81/2008 introducendo obblighi più rigorosi per la valutazione del rischio amianto e per la tutela dei lavoratori coinvolti.
5. Le scuole italiane contengono ancora Materiali contenenti amianto?
Si, le scuole italiane presentano ancora materiali contenenti amianto in più di duemila edifici. Nell’ultimo periodo sono stati avviati molti interventi di bonifica ma il processo ancora non si è completato.
6. Quali sono i rischi derivanti dall’amianto?
L’inalazione delle fibre di amianto può provocare gravi patologie quali mesotelioma, asbestosi e tumore ai polmoni. Si tratta di malattie con un lungo periodo di latenza.
