Skip to main content

Che cos’è il fitorisanamento?

Con Fitorisanamento si fa riferimento alla tecnica di bonifica che sfrutta la capacità delle piante di rimuovere, immobilizzare o trasformare composti inorganici ed organici presenti nel suolo, nelle acque e nei sedimenti. 

 

Come funziona il fitorisanamento

L’idea di utilizzare piante iperaccumulatrici per il risanamento del suolo contaminato da metalli pesanti è stata sperimentata in campo per la prima volta in Inghilterra. Le tecnologie di risanamento dei siti inquinati che sfruttano la capacità delle piante di accumulare, degradare e metabolizzare i contaminanti attualmente sono ancora poco diffuse su larga scala. 

Le specie vegetali possono essere selezionate per la loro capacità di:

  • Estrarre dal suolo e accumulare i metalli pesanti nei tessuti vegetali;
  • Modificare le caratteristiche del suolo o dei metalli riducendo la mobilità degli inquinanti;
  • Estrarre dal suolo e decomporre chimicamente selezionati composti;
  • Creare nel terreno un ambiente favorevole alla degradazione dei contaminanti con processi biochimici naturali.

Spiegazione funzionamento del Fitorisanamento

 

Il trattamento dei contaminanti organici 

La rimozione dei contaminanti organici avviene principalmente mediante 2 meccanismi:

  1. Prelievo diretto, trasformazione e accumulo di metaboliti non fitotossici nei tessuti delle piante;
  2. Modifica delle proprietà chimico-fisiche del suolo e rilascio radicale di fattori enzimatici che stimolano l’attività degradativa della microflora autoctona.

 

Il trattamento dei contaminanti inorganici

Nel sottosuolo e nelle acque sotterranee i metalli possono esistere in differenti forme, liberi o associati alle particelle della matrice suolo. I principali meccanismi associati alla rimozione dei metalli pesanti presenti nel suolo sono la stabilizzazione e l’estrazione:

  1. Stabilizzazione: si basa sulla capacità delle piante di immobilizzare metalli pesanti, come zinco o piombo, mediante legami chimici con sostanze prodotte dalle radici. L’obiettivo è quello di rallentare o inibire la migrazione verticale del contaminante dal suolo all’acqua di falda;
  2. Estrazione: si basa sulla capacità di alcune piante di accumulare e tollerare nei tessuti vegetali alte concentrazioni di metalli pesanti e radionuclidi. Caratteristica di queste piante, denominate iperaccumulatrici è di accumulare nei propri tessuti metalli pesanti in quantità fino a 100 volte superiori rispetto a specie non accumulatrici.

Al termine del fitotrattamento la biomassa vegetale deve essere raccolta: la parte aerea ricca di metalli è separata dalle radici, per cui deve essere previsto un apposito processo di smaltimento. La rimozione finale dell’inquinante può avvenire principalmente mediante conferimento in discarica o incenerimento della biomassa vegetale accumulatrice. 

La selezione delle specie

La selezione della specie vegetale deve essere effettuata in base al contaminante da trattare: sono da favorire specie vegetali a crescita veloce, di facile coltivazione e mantenimento ed alto grado di traspirazione.

 

Vantaggi e svantaggi del fitorisanamento

Vantaggi del fitorisanamento:

  • Migliora e lascia inalterata l’attività biologica ed ecologica del suolo e delle piante rispetto ai trattamenti chimici. 
  • Non c’è impatto ambientale, la rimozione dei contaminanti avviene attraverso meccanismi naturali.
  • Risparmio in termini di costi, energia e materiali.
  • Costi minori rispetto a trattamenti chimici di rimozione dei metalli. 

Svantaggi del fitorisanamento:

  • Lunghi tempi di risanamento.
  • Applicazione solo alla contaminazione superficiale.
  • Il trattamento dei metalli necessita di un post-trattamento o smaltimento della biomassa vegetale.
  • I meccanismi fisico chimici e biologici che regolano i processi non sono conosciuti pienamente.
  • Le infestazioni di parassiti possono distruggere le colture vegetali e bloccare il processo. 

Il fitorisanamento rappresenta una soluzione sostenibile per la bonifica di suoli contaminati, soprattutto quando si ricercano interventi a basso impatto ambientale. Sebbene richieda tempi più lunghi rispetto alle tecniche tradizionali, offre importanti vantaggi in termini di sostenibilità, costi e conservazione degli ecosistemi. 

 

Fonte: Tecnologie di Bonifica dei Siti Inquinati, a cura di S. Tunesi e Q. Napoleoni.

 

FAQ

1. Che cos’è il fitorisanamento?

Il fitorisanamento è una tecnica di bonifica ambientale che utilizza specifiche specie vegetali per rimuovere, immobilizzare o degradare sostanze contaminanti presenti nel suolo, nelle acque e nei sedimenti.

2. Quali contaminanti possono essere trattati con il fitorisanamento?

Il fitorisanamento può essere impiegato per trattare contaminanti organici, come idrocarburi e solventi, e contaminanti inorganici, tra cui metalli pesanti e alcuni radionuclidi.

3. Come funziona il fitorisanamento dei metalli pesanti?

Le piante possono immobilizzare i metalli nel terreno oppure assorbirli attraverso le radici e accumularli nei propri tessuti. Al termine del trattamento la biomassa vegetale viene raccolta e smaltita secondo le normative vigenti.

4. Quali sono i vantaggi del fitorisanamento?

Tra i principali vantaggi vi sono il basso impatto ambientale, i costi inferiori rispetto ad alcune tecniche tradizionali, il mantenimento dell’equilibrio biologico del suolo e l’utilizzo di processi naturali.

5. Quali sono gli svantaggi del fitorisanamento?

Il principale limite è rappresentato dai tempi di bonifica, generalmente più lunghi rispetto ai metodi convenzionali. Inoltre è efficace soprattutto per contaminazioni superficiali e richiede una corretta gestione della biomassa contaminata. 

Per avere maggiori informazioni sulla Bonifica Ambientale compila il form

oppure chiamaci al numero 342.55.67.993