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La presenza di amianto all’interno di edifici pubblici, privati o industriali rappresenta ancora oggi una sfida cruciale per la sicurezza e la salute pubblica.
La corretta gestione dell’amianto prende avvio da tecniche che hanno come obiettivo individuare i Materiali Contenenti Amianto, la loro valutazione e la stima del rischio di esposizione alle fibre. Ad assumere un ruolo centrale sono il censimento, la mappatura e la valutazione del rischio. 

 

Mappatura amianto: in cosa consiste?

La mappatura è la fase che prevede l’individuazione e la localizzazione dei Materiali Contenenti Amianto (MCA) in determinate strutture e/o territori. Tramite la  mappatura si vuole ottenere una visione completa di come sono distribuiti i MCA, facilitando le attività di controllo e bonifica. 

In questa fase, i tecnici specializzati procedono ad esaminare i contesti in cui si trovano gli MCA. Tramite il campionamento e l’analisi si verifica il materiale in laboratori specializzati per l’avvenuta conferma della presenza di fibre. I dati che vengono raccolti saranno inseriti in registri e database per monitorare la situazione dei materiali. 

 

Il censimento dell’amianto

Censimento, Mappatura e valutazione amianto

Il censimento è “l’attività documentata effettuata per individuare e caratterizzare i MCA in edifici, attrezzature, macchine e impianti”. Il censimento viene eseguito dalla figura dell’RRA, il Responsabile del Rischio Amianto, prendendo come riferimento i criteri stabiliti dal DM 06/09/1994, che definiscono un percorso caratterizzata da 3 fasi principali:

  1. L’indagine preliminare: è finalizzata a individuare i potenziali MCA e prevede la verifica della documentazione tecnica della struttura in cui sono presenti i manufatti, l’ispezione visiva dei materiali e la valutazione dello stato di conservazione. 
  2. Campionamento e analisi: vengono inviati a laboratori specializzati i campioni per la conferma della presenza dell’amianto.
  3. Documentazione e censimento: si procede a documentare i risultati tramite una registrazione delle informazioni. 

La norma UNI 11870:2022 ha tuttavia aggiornato l’approccio al censimento dei MCA introducendo criteri orientati alla gestione del rischio.
Le fasi del censimento si sviluppano in:

1. Indagine preliminare: hanno lo scopo di definire il campo di applicazione del censimento e stimare la quantità e lo stato di conservazione.
2. Campionamento e analisi: si procede con il campionamento per verificare il materiale sospetto. La differenza con il decreto del 1994 risiede nel fatto che i campionamenti non sono automatici ma dipendono dalla valutazione del contesto e del  rischio.
3. Relazione del censimento: si tratta del documento di sintesi tecnico gestionale del censimento. 

Ad integrazione della norma UNI 11870:2022 vi è la norma UNI 11903:2023: quest’ultima interviene per colmare un vuoto normativo, stabilendo i requisiti minimi di conoscenza e competenza che devono essere posseduti dagli addetti al censimento. Questa norma si propone di raggiungere diversi obiettivi, quali: 

  1. Definizione delle competenze: la norma stabilisce i requisiti di conoscenza, abilità, autonomia e responsabilità che devono essere in possesso degli addetti al censimento. 
  2. Sicurezza e qualità: promuove l’applicazione di procedure sicure e di alta qualità riducendo i rischi per gli operatori e ambiente. 
  3. Uniformità delle operazioni: si forniscono le linee guida per il censimento degli MCA, migliorando l’efficienza e la conformità normativa. 

La UNI 11903:2023 si integra con la precedente UNI 11870:2022 che definisce i criteri e i metodi per l’individuazione e il censimento dei MCA in strutture edilizie, macchinari e impianti. Entrambe queste normative garantiscono che le operazioni di censimento siano condotte con competenza e nel pieno rispetto delle normative vigenti.
Gli addetti devono possedere conoscenze normative sull’amianto e sul suo trattamento, sulle capacità pratiche per l’utilizzo di strumenti necessari per effettuare il censimento, sulla valutazione dei rischi che gli addetti devono tenere in considerazione, garantendo così la sicurezza delle operazioni. 

 

La valutazione del rischio amianto

Una volta accertata la presenza di amianto tramite il censimento e la mappatura, il DM 06/09/1994 prevede l’obbligo di procedere alla Valutazione del Rischio, per stabilire le modalità opportune di gestione dei materiali. 

La presenza di amianto non comporta in modo automatico l’obbligo di bonifica: se il materiale è in buono stato di conservazione e non c’è un rischio di rilascio delle fibre, si può procedere con un programma di controllo e manutenzione periodici. Quando si presenta un rischio significativo per la salute si adottano tre metodologie: la rimozione, l’incapsulamento e il confinamento

La valutazione del rischio amianto prende in considerazione diversi parametri quali:

  1. Tipologia del materiale (matrice compatta o friabile);
  2. Il contesto in cui si trova il materiale;
  3. Il livello di degrado e stato di conservazione;
  4. Probabilità di rilascio di fibre aerodisperse.

La valutazione viene realizzata nel rispetto di specifici parametri normativi che procedono attraverso:

  • Analisi del contesto in cui si trovano i manufatti; 
  • Sopralluogo delle aree in cui questi si trovano; 
  • Rilievi sullo stato di conservazione; 
  • Report fotografico dei manufatti con dettagli rilevanti per l’indagine;
  • Misurazione della concentrazione di fibre disperse nell’ambiente mediante strumenti a norma; 
  • Impiego di calcoli tramite algoritmi di valutazione come strumento aggiuntivo al fine di limitare la variabilità dovuta alla soggettività del rilevatore;
  • Elaborazione della documentazione di valutazione del rischio amianto.

Dunque solo attraverso queste attività è possibile la definizione di una strategia idonea atta a garantire la tutela della salute, della sicurezza e dell’ambiente. 

Per eventuali approfondimenti puoi consultare il documento ufficiale INAIL.

FAQ 

1. Qual è la differenza tra mappatura e censimento dell'amianto?

Il censimento è l’attività tecnica che permette di individuare, identificare e caratterizzare i Materiali Contenenti Amianto (MCA) presenti in una struttura. La mappatura, invece, utilizza le informazioni raccolte durante il censimento per localizzare e rappresentare gli MCA, consentendo di monitorare la distribuzione e pianificare le attività di controllo, manutenzione o bonifica.

2. Quando è obbligatorio effettuare la valutazione del rischio amianto?

La valutazione del rischio deve essere eseguita quando viene accertata la presenza di Materiali Contenenti Amianto. L’obiettivo è verificare lo stato di conservazione dei manufatti e stabilire le misure di gestione più appropriate, nel rispetto di quanto previsto dal DM 6 settembre 1994.

3. Cosa ha introdotto la norma UNI 11870:2022?

La UNI 11870:2022 ha definito criteri uniformi per il censimento dei Materiali Contenenti Amianto, standardizzando le modalità di esecuzione delle indagini preliminari, del campionamento, della redazione della relazione tecnica e della gestione delle informazioni raccolte. La norma introduce un approccio maggiormente orientato alla valutazione del rischio e alla pianificazione degli interventi.

4. Come viene valutato lo stato di conservazione dell'amianto?

Lo stato di conservazione viene determinato attraverso sopralluoghi tecnici, ispezioni visive, rilievi fotografici ed eventuali analisi ambientali. La valutazione tiene conto della tipologia del materiale (compatto o friabile), del livello di degrado, dell’accessibilità, della probabilità di danneggiamento e dell’eventuale rilascio di fibre aerodisperse.

Per avere maggiori informazioni sulla Bonifica Amianto compila il form

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