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Che cos’è l’economia circolare?

L’economia circolare è un modello economico che mira ad utilizzare le risorse in maniera efficiente, riducendo gli sprechi e prolungando il più possibile il ciclo di vita dei prodotti. L’obiettivo è favorire il riutilizzo, la riparazione, il recupero e il riciclo dei materiali. Quando il prodotto arriva al termine del suo ciclo di vita, i materiali che lo compongono vengono riciclati (dove possibile).

Dunque se il modello economico tradizionale era lineare, fondato sullo schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”, L’economia circolare promuove un sistema in cui i materiali mantengono il loro valore nel tempo.

L’economia lineare

Questo modello tradizionale per molto tempo è stato il sistema di riferimento. Si sviluppa su tre fasi: l’estrazione, la trasformazione e lo smaltimento. Questo approccio privilegia l’aumento della produzione e dei consumi senza tenere in considerazione gli effetti ambientali e la scarsità delle risorse naturali. L’obsolescenza programmata in questo contesto contribuisce ad accelerare la sostituzione dei prodotti, incentivando nuovi acquisti e di conseguenza la generazione di rifiuti. 

L’economia circolare

Al contrario del modello tradizionale, l’economia circolare ha come obiettivo quello di consumare meno risorse possibili attraverso il riciclo. A partire dalla sua progettazione fino alla fine del suo ciclo di vita si pensa a come poter riciclare e riutilizzare le componenti del prodotto per creare un nuovo valore. Sono 5 i principi che la regolano:

  1. Sostenibilità delle risorse;
  2. Bene come servizio; 
  3. Piattaforme di condivisione;
  4. Estensione del ciclo di vita; 
  5. Recupero e riciclo.

 

Le differenze tra i due modelli

Economia lineare VS economia circolare

Nell’economia lineare il prodotto è la fonte della creazione del valore, per cui si punta a vendere più prodotti possibili, non tenendo conto degli impatti ambientali che possono esserci.
Nell’economia circolare, al contrario, si cerca di prolungare il ciclo di vita del prodotto e si pone maggior attenzione all’ambiente. L’economia circolare risolve, inoltre, il problema della disponibilità limitata delle risorse trovando fonti alternative di materie prime. Questo permette di ridurre anche l’impatto ambientale dei processi produttivi. 

Il percorso UE verso l’economia circolare

Negli ultimi anni l’Unione Europea ha promosso numerose iniziative per accelerare la transizione verso un modello economico più sostenibile.
A partire dal marzo 2020 la Commissione europea ha presentato il piano di azione per la nuova economia circolare che punta a progettare prodotti durevoli, ridurre la produzione di rifiuti e rafforzare il ruolo dei consumatori. Tra le misure più significative rientra il “diritto alla riparazione” con l’obiettivo di facilitare la riparazione dei prodotti e allungare il loro ciclo di vita. 

Dal 31 luglio 2026 tutti gli Stati membri Ue avevano la possibilità di recepire la direttiva europea 2024/1799 con il fine di ridurre lo smaltimento prematuro di oggetti funzionanti o riparabili ed educare i cittadini all’utilizzo prolungato dei beni di consumo. In Italia il governo non è riuscito ad emanare il D. Lgs. attuativo nei tempi richiesti, dunque questo diritto resterà un’opportunità inaccessibile per il momento.

Le nuove norme UE prevedono il diritto dei consumatori di chiedere ai fabbricanti la riparazione dei prodotti come lavatrici, aspirapolveri o smartphone. Si mantiene, inoltre, il diritto dei consumatori di scegliere tra la riparazione e la sostituzione dei prodotti difettosi entro il periodo di responsabilità del venditore incluso nella garanzia. Se il consumatore sceglie di riparare il bene, il periodo di responsabilità del venditore è prolungato di almeno 12 mesi dal momento in cui il prodotto sarà riparato. Il consumatore, nel caso in cui a guastarsi è un prodotto con garanzia di 2 anni, può scegliere tra la riparazione e la sostituzione. Se opterà per la riparazione la garanzia si allungherà di un ulteriore anno. 

Entro il 31 luglio 2027 è stata prevista, inoltre, una piattaforma online europea pensata per mettere in contatto diretto i consumatori, riparatori e rivenditori. Dietro questa direttiva c’è un obiettivo ambientale: ogni anno nell’Unione Europea lo smaltimento prematuro di beni ancora riparabili genera circa 261 milioni di tonnellate di CO2. 

 

I benefici del nuovo modello circolare

Adottare questo modello circolare comporta vantaggi dal punto di vista dell’ambiente, dell’economia e della società: il riciclo consente di ridurre il consumo di risorse naturali, contenere le emissioni e tutelare ecosistemi e biodiversità.
L’Unione Europea importa una quota significativa delle risorse necessarie ai processi produttivi. Recuperare materiali con il riciclo permette una riduzione della dipendenza dalle importazioni e una diminuzione dei rischi legati alla volatilità dei prezzi. 

Questa transizione comporta vantaggi quali:

  1. Riduzione della pressione sull’ambiente;
  2. Maggiore sicurezza sulla disponibilità di materie prime;
  3. Aumento della competitività;
  4. Impulso all’innovazione, alla crescita economica e all’occupazione.

Questo modello rappresenta uno degli strumenti più efficaci per coniugare sviluppo economico e tutela dell’ambiente. Attraverso una gestione responsabile delle risorse e una maggiore attenzione al recupero di materiali, è possibile costruire un sistema produttivo efficiente, resiliente e sostenibile a beneficio della collettività. 

 

FAQ

1. Cos’è l’economia circolare?

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che punta alla riduzione degli sprechi, al prolungamento della vita dei prodotti e al recupero dei materiali attraverso l’utilizzo, la riparazione e il riciclo.

2. Cosa cambia tra economia lineare ed economia circolare?

L’economia lineare segue il modello “estrarre, produrre, consumare e smaltire”. L’economia circolare, invece, mantiene il valore di prodotti e materiali il più a lungo possibile, limitando il consumo di nuove risorse e la produzione di rifiuti.

3. Quali sono i vantaggi principali dell’economia circolare?

Tra i benefici più importanti ci sono la riduzione dell’impatto ambientale, il risparmio di materie prime, la diminuzione delle emissioni di gas serra, la crescita dell’innovazione e una maggiore competitività delle imprese.

4. Quali sono i principi dell’economia circolare?

I principi fondamentali comprendono la progettazione sostenibile dei prodotti, l’estensione del loro ciclo di vita, il riutilizzo, la riparazione e recupero dei materiali. 

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