Produzione dei rifiuti speciali in Italia: il quadro del 2024
La produzione di rifiuti speciali in Italia continua a crescere. Secondo gli ultimi dati ISPRA, nel 2024 il sistema produttivo nazionale ha generato oltre 172 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, registrando un incremento del 4,6% rispetto al 2023.
L’aumento è legato principalmente alla ripresa delle attività economiche e, soprattutto, agli incentivi governativi destinati al settore delle costruzioni, che hanno favorito numerosi interventi di ristrutturazione e nuove opere edilizie, incrementando la produzione di rifiuti da costruzione e demolizione.
La quota predominante è rappresentata dai rifiuti speciali non pericolosi, che costituiscono circa il 93,7% del totale.
Nel dettaglio:
- i rifiuti non pericolosi sono aumentati di circa 7 milioni di tonnellate (+4,5%);
- i rifiuti pericolosi sono cresciuti di 612 mila tonnellate, pari al +6%.
La produzione dei rifiuti non pericolosi comprende:
- 69,5 milioni di tonnellate derivanti dalle dichiarazioni MUD;
- 3,1 milioni di tonnellate provenienti dai settori manifatturiero e sanitario;
- 483 mila tonnellate di pneumatici fuori uso;
- 88,1 milioni di tonnellate prodotti dal comparto delle costruzioni.
Nel complesso si raggiunge un totale di 161,3 milioni di tonnellate di rifiuti non pericolosi.
L’analisi della banca dati MUD evidenzia inoltre un lieve incremento (+0,2%) dei rifiuti speciali non pericolosi dichiarati, mentre le stime ISPRA relative ai comparti industriali caratterizzati dalla presenza di numerose piccole imprese mostrano una crescita del 3,9%.
Per quanto riguarda i rifiuti speciali pericolosi, nel 2024 la produzione raggiunge quasi 10,8 milioni di tonnellate, di cui 1,3 milioni di tonnellate sono rappresentate da veicoli fuori uso, pari al 12,1% del totale.
Dove si producono più rifiuti speciali in Italia
L’analisi territoriale conferma che il Nord Italia rimane l’area con la maggiore produzione di rifiuti speciali.
La distribuzione nazionale si presenta infatti così:
- Nord Italia: 96,4 milioni di tonnellate (56% del totale nazionale);
- Centro Italia: 31,3 milioni di tonnellate (18,2%);
- Sud Italia: 44,3 milioni di tonnellate (25,8%).
Rispetto all’anno precedente, il Nord registra un incremento di 2,3 milioni di tonnellate (+2,5%), il Centro cresce di 3,2 milioni di tonnellate (+11,4%), risultando la macroarea con l’aumento percentuale più significativo e il Sud aumenta di circa 2,1 milioni di tonnellate (+4,9%).
Gestione dei rifiuti speciali: oltre 187 milioni di tonnellate trattate
Nel 2024 in Italia sono stati gestiti oltre 187,2 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, con un incremento del 4,7% rispetto al 2023. Nel dettaglio:
- 177,5 milioni di tonnellate riguardano rifiuti non pericolosi;
- 9,7 milioni di tonnellate sono rifiuti pericolosi.
Il dato comprende anche circa 19,3 milioni di tonnellate rimaste in stoccaggio presso impianti e produttori alla fine dell’anno. L’aumento della gestione dei rifiuti rispecchia l’incremento della produzione nazionale, confermando una crescita complessiva del settore. Tra tutte le regioni italiane la Lombardia si conferma il principale polo nazionale per la gestione dei rifiuti speciali: nel 2024 ha registrato 45,4 milioni di tonnellate (pari al 24,3% del totale nazionale), evidenziando così il ruolo strategico che assume nel sistema di trattamento e recupero rifiuti.
Rifiuti contenenti amianto: aumento della produzione nel 2024
In Italia l’utilizzo di amianto è stato vietato con la Legge n.257 del 1992 (successivamente al Decreto Legislativo n.277 del 1991) a causa della probabilità di rilascio di fibre inalabili dannose per la salute.
Nel 2024 sono state prodotte circa 272 mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto, registrando un incremento del 13,4% rispetto al 2023: circa 32 mila tonnellate in più. L’aumento si è registrato principalmente in Lombardia con +12 mila tonnellate e in Emilia-Romagna con +8 mila tonnellate.
Al contrario Campania, Marche, Sardegna hanno registrato una lieve diminuzione.
Circa la gestione, nel 2024 sono state trattate 266 mila tonnellate di rifiuti contenenti amianto: si è riscontrato un aumento del 5,5% rispetto all’anno precedente. Sono state registrate, tra l’altro, anche 43 mila tonnellate esportate all’estero per lo smaltimento, causa la limitata disponibilità di impianti specializzati in Italia.
Le prospettive future
I dati ISPRA evidenziano come la crescita della produzione dei rifiuti speciali sia strettamente collegata all’andamento dell’economia nazionale, in particolare al comparto delle costruzioni. Parallelamente aumenta anche il volume dei rifiuti gestiti, segnale di un sistema impiantistico chiamato a sostenere quantitativi sempre più elevati. La gestione efficiente dei rifiuti speciali, insieme al recupero di materia e allo sviluppo dell’economia circolare, rappresenta una delle principali sfide ambientali per il sistema produttivo italiano nei prossimi anni.
Fonte: ISPRA – Rapporto Rifiuti Speciali 2024
FAQ
1. Cosa sono i rifiuti speciali?
I rifiuti speciali sono prodotti da attività produttive. Si distinguono dai rifiuti urbani perché derivano dallo svolgimento di attività economiche e professionali e devono essere gestiti nel rispetto della normativa ambientale vigente.
2. Quanti rifiuti speciali sono stati prodotti in Italia nel 2024?
Il Rapporto ISPRA indica la produzione di circa 172 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, con un incremento del 4,6% rispetto il 2023.
3. Qual è la differenza tra rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi?
I rifiuti speciali non pericolosi non presentano caratteristiche di pericolo per la salute o per l’ambiente e rappresentano circa il 93,7% della produzione nazionale. I rifiuti pericolosi, invece, contengono sostanze o proprietà che richiedono particolari modalità di raccolta, trasporto, trattamento e smaltimento.
4. Quale area dell’Italia produce il maggior quantitativo di rifiuti speciali?
Il nord Italia è l’area con maggior produzione di rifiuti speciali, con oltre 96 milioni di tonnellate, pari a circa il 56% del totale nazionale.
5. Perché i rifiuti contenenti amianto sono considerati pericolosi?
I rifiuti contenenti amianto sono classificati come pericolosi perché possono rilasciare fibre microscopiche che, se vengono inalate, possono provocare gravi malattie respiratorie e tumorali. Per questo motivo i rifiuti contenenti amianto devono essere rimossi, trasportati e smaltiti esclusivamente da aziende autorizzate, nel rispetto della normativa italiana.
