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In materia di bonifica di amianto è possibile scegliere la modalità d’azione tra tre tecniche:

  • Incapsulamento
  • Confinamento 
  • Rimozione

La scelta delle tecniche da eseguire segue obbligatoriamente la fase di mappatura e valutazione del rischio amianto. Dopo aver effettuato il sopralluogo è possibile ipotizzare gli scenari possibili di evoluzione del rischio in relazione alle attività svolte, alla presenza di persone e alle potenziali interferenze con i MCA. Durante questa fase viene valutato: friabilità e stato di conservazione, la facilità di contatto con i MCA per assenza di rivestimenti, suscettibilità a danneggiamenti accidentali, possibilità di manomissioni, esposizione ad agenti atmosferici, ventilazione o altri fattori che possono favorire la diffusione di fibre, frequenza di interventi di manutenzione.
Dunque in base allo stato del manufatto, si decide quale delle tecniche sia più opportuno utilizzare (per approfondire consulta il nostro articolo sulla Mappatura, Censimento e Rischio Amianto).

L’incapsulamento

Operatore che si occupa di bonifica amianto e incapsulamento

Con il termine incapsulamento facciamo riferimento ad una tecnica di bonifica utilizzata per gestire e contenere in modo sicuro l’amianto presente in un edificio o una struttura. Con questa tecnica il materiale contenente amianto rimane nel sito, ma l’esposizione viene ridotta tramite l’applicazione di un materiale sigillante con cui viene cosparsa tutta la superficie in amianto. Il liquido che viene utilizzato possiede capacità penetranti e rivestenti così da ricoprire la superficie e formare una capsula protettiva intorno al materiale esposto.  

Tra le tre tecniche di bonifica è quella più economica, semplice e veloce da realizzare ma al contempo il rischio di esposizione non viene azzerato. Infatti la normativa prescrive specifici piani di controllo e manutenzione. Si ricorre a questa tipologia di bonifica (esclusivamente dopo un’adeguata mappatura e valutazione amianto) quando ci troviamo di fronte a matrici compatte dei materiali in amianto e cemento amianto se in buono stato di conservazione. La procedura si basa sull’applicazione di prodotti liquidi sigillanti che una volta applicati sulla superficie, penetrano nel materiale inglobando le fibre di amianto creando una capsula protettiva attorno alla superficie interessata. 

Terminato il trattamento la ditta deve rilasciare:

  • L’attestazione di conformità
  • L’attestazione di conformità di esecuzione dei lavori  

Il proprietario dovrà invece:

  • Mettere in atto un programma di manutenzione e controllo:
  • Nominare un responsabile che si occupi di applicare tale piano. 

 

Normativa di riferimento

L’incapsulamento, deve essere effettuato da ditte specializzate in conformità del D.M. 06/09/1994 e del D.M. 20/08/99. Il primo decreto stabilisce i criteri per analizzare la dispersione delle fibre ed i limiti di esposizione. Vengono specificate inoltre le procedure per l’incapsulamento dei materiali contenenti amianto (MCA), nonché per il confinamento e rimozione. Vengono fornite, inoltre, anche le linee guida per la scelta della tipologia di bonifica da adottare e la preparazione del piano di manutenzione e controllo. Il secondo invece approfondisce le specifiche tecniche, definendo caratteristiche, tipologie e composizione delle vernici e dei materiali utilizzati per l’incapsulamento. 

 

Fasi di incapsulamento

La tecnica di incapsulamento dei materiali contenenti amianto si articola in 4 fasi principali:

  1. Viene effettuato un sopralluogo per valutare lo stato del materiale;
  2.  Nella prima fase si applica un primer penetrante fissativo a base d’acqua con resine sintetiche con un impatto ambientale ridotto rispetto ai solventi tradizionali.
  3. Successivamente si passa all’applicazione di un primer penetrante consolidante acquoso e poco impattante per l’ambiente. Penetrando nella lastra consolida la matrice cementizia inglobando le fibre di amianto.
  4. Le ultime due fasi prevedono la stesura di una guaina liquida elastomerica impermeabilizzante, a base di polimeri acrilici.

 

Il D.M. del 20 agosto 1999 prevede il rilascio della dichiarazione di conformità del prodotto applicato in base alla tipologia di incapsulamento prevista.  

  • Incapsulamento di tipo A – a vista all’esterno: si tratta della tecnica idonea per i manufatti di cemento amianto esposti direttamente agli agenti atmosferici e soggetti a degrado progressivo, con affioramento e rilascio di fibre di amianto. 
  • Incapsulamento di  tipo B – a vista all’interno: se il prodotto è utilizzato per manufatti di cemento amianto collocati all’interno, integri ma suscettibili ad un possibile danno o danneggiati.
  • Incapsulamento di tipo C – non a vista: se il prodotto è utilizzato per manufatti di cemento amianto a supporto degli interventi di confinamento dell’amianto.
  • Incapsulamento di tipo D – ausiliario: quando l’incapsulante viene steso per impedire la dispersione nell’aria delle fibre di amianto lo smaltimento del cemento amianto. 
  • Programma di manutenzione e controllo per la verifica dell’efficacia dell’incapsulamento: distacchi , sfaldamenti o fessurazioni dell’incapsulante dalla superficie del cemento amianto. 

 

Vantaggi e svantaggi

Effettuare la bonifica dell’amianto per incapsulamento comporta vantaggi come:

  • costi minori; 
  • minor impatto ambientale;
  • minor rischio di esposizione alle fibre degli operatori; 
  • nessuna produzione di rifiuti pericolosi. 

Tra gli svantaggi di questa tecnica invece ci sono:

  • la presenza dell’amianto nella struttura;
  • non esclusione di rimuovere l’amianto in futuro; 
  • controllo e manutenzione costante;
  • ci potrebbe essere la possibilità di ripetere l’operazione di incapsulamento più volte a distanza di anni.

 

FAQ

1. Che cos’è l’incapsulamento amianto?

L’incapsulamento è una tecnica di bonifica che consente di mettere in sicurezza i materiali contenenti amianto senza rimuoverli. Consiste nell’applicazione di specifici prodotti sigillanti sulla superficie del manufatto, in modo da inglobare le fibre e ridurre la possibilità di dispersione nell’ambiente.

2. L’incapsulamento elimina completamente il rischio amianto?

No. L’incapsulamento riduce il rischio di dispersione delle fibre, ma l’amianto rimane presente nel manufatto. Per questo motivo, dopo l’intervento è necessario predisporre un programma di controllo e manutenzione e verificare periodicamente lo stato dell’incapsulante.

3. Qual è la differenza tra incapsulamento, confinamento e rimozione dell’amianto?

Sono tre diverse modalità di bonifica. Con l’incapsulamento il materiale contenente amianto rimane in opera e viene trattato con prodotti specifici. Il confinamento prevede invece la realizzazione di una barriera che separa il manufatto dall’ambiente. La rimozione consiste nell’eliminazione del materiale contenente amianto e nel suo successivo smaltimento secondo le procedure previste.

4. L’incapsulamento dell’amianto è obbligatorio?

No, l’incapsulamento non rappresenta necessariamente l’unica soluzione. La tecnica di bonifica deve essere individuata in funzione delle caratteristiche e dello stato di conservazione del materiale contenente amianto, valutando anche le condizioni di esposizione e le successive attività di controllo e manutenzione.

5. Quale normativa disciplina l’incapsulamento dell’amianto?

Tra i principali riferimenti normativi indicati per gli interventi di incapsulamento vi sono il D.M. 6 settembre 1994 e il D.M. 20 agosto 1999. Il primo definisce criteri e procedure per la gestione dei materiali contenenti amianto e per gli interventi di bonifica; il secondo disciplina, tra gli altri aspetti, le caratteristiche dei prodotti incapsulanti e le modalità di certificazione previste.

6. Quali sono i vantaggi dell’incapsulamento dell’amianto?

Tra i principali vantaggi ci sono generalmente costi inferiori rispetto alla rimozione, tempi di intervento contenuti, minore produzione di rifiuti e riduzione della dispersione delle fibre. Inoltre, il materiale rimane in opera, evitando le operazioni di demolizione e movimentazione necessarie per la rimozione.

7. Quali sono gli svantaggi dell’incapsulamento dell’amianto?

Il principale svantaggio è che l’amianto rimane presente nella struttura. È quindi necessario mantenere attivo nel tempo il programma di controllo e manutenzione. In caso di deterioramento dell’incapsulante, inoltre, potrebbe essere necessario intervenire nuovamente o valutare una diversa tecnica di bonifica.

 

8. L’incapsulamento dell’amianto deve essere controllato nel tempo?

 Sì. Poiché il materiale contenente amianto rimane in opera, è fondamentale controllare nel tempo le condizioni dell’incapsulante e del manufatto. Il programma di manutenzione e controllo permette di individuare tempestivamente eventuali deterioramenti e di valutare gli interventi necessari.

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