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L’elenco delle patologie riconosciute come “malattie professionali” è stato ampliato dalla Raccomandazione (UE) 2025/2609, che sostituisce la Raccomandazione (UE) 2022/2337 sulla lista europea delle malattie professionali.
Oltre all’ampliamento delle patologie riconosciute si rafforza il legame tra prevenzione, sanità pubblica, riconoscimento previdenziale e tutela dei diritti dei lavoratori.

Gli effetti e i rischi dell’esposizione all’amianto

L’amianto è un materiale altamente pericoloso per l’apparato respiratorio per l’elevato potere di rilascio delle sue fibre. L’inalazione di queste ultime può causare malattie gravi come cancro polmonare, asbestosi e mesotelioma.
Le prime evidenze sulla pericolosità dell’amianto risalgono al 1898 e i rischi legati alla sua esposizione furono resi noti all’inizio del Novecento. Nonostante ciò, il minerale continuò a essere utilizzato a causa dell’elevata redditività della sua commercializzazione. 

In Italia, la consapevolezza delle conseguenze dell’esposizione all’amianto si diffuse soprattutto a partire dalla metà degli anni ‘80: infatti con la Legge 257/1992 l’Italia diventa uno dei primi paesi dell’Unione Europea a vietare la commercializzazione dell’amianto. 

Secondo quanto riportato dallo Sportello Amianto Nazionale l’amianto è responsabile di oltre il 75% dei tumori professionali riconosciuti nell’Unione europea.
Le principali vittime di amianto sono i lavoratori che si espongono senza utilizzare le norme di prevenzione opportune. I lavori esposti sono circa tra i 4,1 e 7,3 milioni e le nuove patologie a cui sono esposti sono:

  • Il cancro della laringe
  • Il cancro dell’ovaio 
  • Placche pleuriche con compromissione funzionale respiratoria
  • Versamento pleurico non maligno 

Si tratta di malattie che, in passato, erano considerate di difficile attribuzione professionale, mentre oggi vengono formalmente riconosciute come malattie professionali in Europa.
La Raccomandazione europea invita gli Stati membri a raccogliere dati epidemiologici e promuovere la ricerca scientifica per una possibile futura inclusione di ulteriori patologie, tra cui: il cancro del colon, il cancro del retto e il cancro dello stomaco.
L’unico modo per evitare conseguenze gravi da esposizioni è la prevenzione primaria: ossia la bonifica dei siti contaminati. Per coloro che appartengono alle categorie a rischio è importante una prevenzione secondaria: ossia individuare tempestivamente le malattie causate dall’amianto e da altri agenti cancerogeni e nel curarle efficacemente.

Limiti per l’esposizione amianto

Sicurezza sul lavoroL’American Conference of Governmental Industrial Hygienist (ACGIH) è l’associazione professionale che promuove la salute negli ambienti di lavoro.Questa associazione ha individuato valori di riferimento per le concentrazioni aerodisperse negli ambienti lavorativi, indicando limiti minori di 3 mg m-3 (per la frazione granulometrica responsabile) e di 10 mg m-3 (per la frazione granulometrica inalabile).

 

Tuttavia, è importante sottolineare che non esiste una soglia di esposizione completamente priva di rischio per l’amianto. Per approfondire i valori limite e i danni alla salute è possibile consultare la documentazione disponibile su Osservatorio amianto.

Sorveglianza sanitaria

Per tutti i lavoratori esposti all’amianto è obbligatoria la sorveglianza sanitaria, prevista dal D. Lgs. n. 81/2008. Ha lo scopo di:

  • Verificare l’idoneità dei lavoratori a svolgere le attività previste dalla mansione specifica.
  • Monitorare nel tempo lo stato di salute dei lavoratori esposti.
  • Valutare l’idoneità all’utilizzo di Dispositivi di Protezione Individuali (DPI). 
  • Favorire la diagnosi precoce di eventuali patologie correlate all’esposizione. 

2026: nuove regole sulla gestione del rischio

Il D. Lgs. n. 213 del 2025, che recepisce la direttiva UE 2023/2668, aggiorna il Decreto Legislativo 81/2008, introducendo misure più rigorose nella gestione del rischio amianto e nell’organizzazione dei cantieri.
Tra le novità:

  • L’obbligo del datore di lavoro di verificare la presenza di amianto prima di qualsiasi altro intervento e la priorità della rimozione rispetto ad altre forme di bonifica.
  • Introduzione di un nuovo limite di esposizione a 0,01 fibre per centimetro cubo su otto ore lavorative, con l’obbligo di interventi immediati se superati i limiti.

 

Cambio di paradigma europeo

La Raccomandazione (UE) 2025/2609 chiede agli Stati europei:

  1. Definire obiettivi nazionali misurabili
  2. Rafforzare sistemi di segnalazione, tracciabilità e statistica sanitaria
  3. Coinvolgere attivamente i servizi sanitari e medici nella diagnosi precoce
  4. Diffondere linee guida aggiornate 
  5. Promuovere la ricerca scientifica sulle patologie occupazionali emergenti 

Entro il 31 dicembre 2026 gli Stati europei dovranno comunicare alla Commissione le misure adottate in relazione alle nuove patologie riconosciute. 

FAQ

1. Cos’è l’amianto? L’amianto è un insieme di minerali fibrosi naturali utilizzati in passato nell’edilizia e nell’industria per le loro proprietà isolanti e resistenti al calore. Oggi è riconosciuto come altamente cancerogeno.

2. Quali malattie può causare l’amianto? L’esposizione alle fibre di amianto può causare asbestosi, mesotelioma, tumore polmonare, tumore della laringe, tumore dell’ovaio e altre patologie respiratorie e pleuriche.

3. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria? Sì. Per tutti i lavoratori esposti all’amianto il datore di lavoro deve attivare la sorveglianza sanitaria prevista dal D.Lgs. 81/2008.

4. Cosa cambia con la Raccomandazione (UE) 2025/2609? La nuova Raccomandazione amplia l’elenco delle malattie professionali riconosciute e rafforza prevenzione, raccolta dati, diagnosi precoce e ricerca scientifica.

5. L’amianto è ancora presente negli edifici? Sì. Nonostante il divieto introdotto nel 1992, molti edifici e impianti costruiti prima di tale data possono ancora contenere materiali in amianto.

6. Come si previene il rischio amianto? La misura più efficace è la bonifica dei materiali contenenti amianto, accompagnata dall’utilizzo di DPI adeguati, formazione dei lavoratori e controlli sanitari periodici.

Per avere maggiori informazioni sulla Bonifica Amianto compila il form

oppure chiamaci al numero 342.55.67.993