L’amianto, chiamato anche asbesto, è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso. La struttura fibrosa conferisce all’amianto una notevole resistenza meccanica e un’alta flessibilità, per questo motivo in passato è stato ampiamente utilizzato in diversi settori industriali ed edilizi.
L’amianto essendo un materiale altamente rischioso per la salute, necessita adeguate misure di prevenzione che assumono un ruolo importante per evitare la diffusione delle malattie e migliorare il benessere generale della popolazione:
- La prevenzione primaria.
- La prevenzione secondaria.
- La prevenzione terziaria.
I rischi dell’amianto
L’amianto è un materiale pericoloso in quanto tende a sfaldarsi e a ridursi in fibre sottili che si disperdono nell’aria. Se inalate, queste fibre si concentrano nei bronchi, negli alveoli polmonari e nella pleura.
Quando si lavora in ambienti con presenza di polveri di amianto, è fondamentale fare attenzione a non intaccare il materiale contenente amianto, lavorare per brevi periodi di tempo per volta e utilizzare dispositivi adeguati per proteggere le vie respiratorie.
L’esposizione all’amianto può causare patologie gravi ed irreversibili, prevalentemente dell’apparato respiratorio. I più pericolosi sono i materiali friabili che si possono ridurre in polvere con semplice azione manuale e liberare fibre spontaneamente o se danneggiati nel corso di interventi di manutenzione. L’amianto compatto invece per sua natura non tende a liberare fibre se non viene ridotto in polvere con l’impiego di attrezzi meccanici manuali o funzionanti ad alta velocità (dischi abrasivi, frese, etc.).
Per approfondire gli effetti dell’esposizione amianto, puoi consultare il nostro articolo “Amianto e malattie professionali: aggiornamenti da parte dell’Europa“.

La prevenzione primaria
La prevenzione primaria consiste nell’applicare una serie di misure, interventi o promuovere una serie di comportamenti volti ad impedire/arginare i rischi per la salute. Con questa tipologia di prevenzione si agisce direttamente sui fattori di rischio, sono 3 le categorie principali di modalità di prevenzione primaria possibile:
- Messa in sicurezza: Molte delle malattie e di infortuni si verificano sul luogo di lavoro, per questo è importante mettere in sicurezza il luogo di lavoro valutando rischi, facendo ispezioni approfondite e procedendo con la bonifica amianto.
- Informazione: attraverso la comunicazione del rischio si crea consapevolezza e si diffondono i comportamenti corretti.
- Campagne di vaccinazione: per la limitazione di diffusione di patologie prevenibili.
La forma più efficace del rischio amianto è evitare l’esposizione.
La prevenzione primaria nelle patologie asbesto-correlate si basa su due strategie principali:
- Le campagne antifumo: hanno la funzione di ridurre il rischio sinergico nei lavoratori esposti a sostanze cancerogene.
- Messa in sicurezza dei luoghi di lavoro: avviene tramite la sanificazione, smantellamento e utilizzo di dispositivi di protezione individuale.
La prevenzione secondaria
La prevenzione secondaria riguarda l’individuazione tempestiva di malattie causate dall’amianto e da altri agenti cancerogeni, oltre la tempestività delle cure. I controlli periodici sui lavoratori esposti consentono di individuare eventuali patologie nelle fasi iniziali. La sorveglianza sanitaria e la diagnosi precoce permettono quindi di intervenire rapidamente, aumentando le possibilità di guarigione.
E’ fondamentale una sorveglianza sanitaria costante in modo da arrivare a una diagnosi precoce della malattia
La prevenzione terziaria
La prevenzione terziaria si concentra sull’epidemiologia e sulla tutela dei diritti dei pazienti. Stabilire il collegamento tra esposizione e malattia è essenziale per riconoscere le malattie professionali e prevenire ulteriori casi.
Questa forma di prevenzione rappresenta l’unico strumento di tutela per chi è già stato esposto e ha subito danni alla salute. Dopo la diagnosi, diventa quindi essenziale ricostruire l’anamnesi lavorativa del paziente.
L’epidemiologia ha un ruolo centrale nell’analisi della distribuzione e frequenza delle malattie. Si parla di:
- Epidemiologia descrittiva se si osserva quanto spesso compaiono le malattie e come si distribuiscono, mettendo inoltre in relazione le principali cause di morte con i fattori a rischio.
- Epidemiologia analitica se si cerca di comprendere il motivo per cui l’individuo si ammala, mettendo in relazione i fattori di rischio con lo sviluppo delle malattie.
- Epidemiologia clinica consente l’individuazione di fattori a rischio e di capire quali possono essere rimossi per tutelare la salute.
- Epidemiologia sperimentale ha invece il compito di valutare se gli interventi sanitari funzionano realmente. Si analizzano sia le azioni preventive che interventi curativi.
FAQ
1. Perché l’amianto è rischioso per la salute? L’amianto è nocivo per la salute dell’uomo per la capacità di rilascio di fibre che possono essere inalate. L’esposizione di queste fibre è quindi responsabile di gravi patologie dell’apparato respiratorio. I più pericolosi sono i materiali friabili che, potendosi ridurre in polvere con la sola azione manuale, liberano fibre in modo spontaneo.
2. Quali sono le patologie legate all’amianto? L’esposizione alle fibre di amianto è associata a malattie dell’apparato respiratorio (asbestosi, carcinoma polmonare) e delle membrane sierose (mesoteliomi).
3. Quante tipologie di prevenzione esistono? Esistono tre tipologie di prevenzione: la prevenzione primaria, prevenzione secondaria e prevenzione terziaria.
4. In cosa consiste la prevenzione primaria? La prevenzione primaria consiste nell’applicare una serie di misure, interventi o promuovere una serie di comportamenti volti ad impedire/arginare i rischi per la salute. Con questa tipologia di prevenzione si agisce direttamente sui fattori di rischio. La prevenzione primaria nelle patologie asbesto-correlate si basa su due strategie principali: le campagne antifumo (hanno la funzione di ridurre il rischio sinergico nei lavoratori esposti a sostanze cancerogene). La messa in sicurezza dei luoghi di lavoro (avviene tramite la sanificazione, smantellamento e utilizzo di dispositivi di protezione individuale).
5. In cosa consiste la prevenzione secondaria? La prevenzione secondaria riguarda l’individuazione tempestiva di malattie causate dall’amianto e da altri agenti cancerogeni e nella cura tempestiva. I controlli regolari su lavoratori esposti permettono di rilevare l’inizio di malattie importanti: la sorveglianza sanitaria e la diagnosi precoce consentono quindi di intervenire tempestivamente e offrire ottime possibilità di guarigione.
6. In cosa consiste la prevenzione terziaria? La prevenzione terziaria si focalizza sull’epidemiologia e sulla tutela dei diritti dei pazienti. Stabilire il collegamento tra esposizione e malattia è essenziale per riconoscere le malattie professionali e prevenire ulteriori casi. Questa tipologia di prevenzione è l’unico strumento di tutela per chi è già esposto e danneggiato. Così dopo la diagnosi è necessaria l’anamnesi lavorativa.

